Ecco l'elenco di tutti gli allenatori transitati in questi 11 anni in Sicilia:
- Ezio Glerean (Luglio 2002 - Settembre 2002) - Allenatore cult al Cittadella, è il primo allenatore dell'era Zamparini a Palermo. Predica un calcio offensivo che non funzionerà, cacciato dopo tre giornate.
- Daniele Arrigoni (Settembre 2002 - Gennaio 2003) - All'epoca ancora un'allenatore semisconosciuto (in serie B aveva solo allenato l'anno prima il Messina). Ma la squadra non gira e i risultati non arrivano.
- Nedo Sonetti (Gennaio 2003 - Giugno 2003) - Prende il Palermo a metà classifica e con lui la squadra rinasce fino a giocarsi la serie A all'ultima giornata in casa del Lecce: 3-0 per i pugliesi che centrano la promozione e Sonetti che manca di poco l'ennesima promozione della sua carriera...
- Silvio Baldini (Luglio 2003 - Gennaio 2004) - Carattere fumantino è dire poco, e nonostante un bel gioco e tanti ottimi giocatori (Toni, Corini, Zauli, Brienza), viene cacciato quando dopo una sconfitta con la Salernitana invita il suo presidente a "dire meno cavolate"...
- Francesco Guidolin (Gennaio 2004-Giugno 2005) - Dopo tante buone stagioni a Vicenza, Udine e Bologna, Guidolin si rimette in gioco a Palermo, dove conquista una facile promozione (grazie anche al lavoro iniziale di Baldini, degli acquisti invernali di Grosso, Biava e dei gemelli Filippini, e facilitato dai 30 gol stagionali di Luca Toni!). L'anno successivo centra il 6° posto in serie A ma il rapporto col presidente è già logoro. Saluta a fine stagione.
- Gigi Delneri (Giugno 2005 - Gennaio 2006) - Toni viene ceduto; al suo posto i sostituti Makinwa e Caracciolo non convincono e il 4-4-2 di Delneri è troppo dogmatico: a gennaio l'esonero.
- Giuseppe Papadopulo (Gennaio 2006 - Giugno 2006) - E' il più classico dei traghettatori, ma riesce a centrare dei buoni risultati. Esce in semifinale di coppa Italia contro la Roma (vittoria 2-1 in casa e sconfitta 0-1 all'Olimpico), e disputa anche una buona coppa Uefa, uscendo agli ottavi contro lo Schalke 04 (1-0 in casa e sconfitta per 0-3 in Germania). Nonostante il buon finale di stagione non viene confermato.
- Francesco Guidolin II (Luglio 2006 - Aprile 2007) - Ritorna il tecnico veneto, vengono acquistati Amauri, Simplicio e Bresciano, e con un girone d'andata fantastico si sogna anche lo scudetto. Poi Amauri si fa infortuna gravemente al ginocchio e si disputa il famigerato derby durante il quale morirà l'ispettore Raciti, i risultati cominciano a non arrivare e le cose precipitano.
- Renzo Gobbo e Rosario Pergolizzi (Aprile 2007 - Maggio 2007) - Pergolizzi è l'allenatore della Primavera, ma non ha il patentino, quindi viene affiancato da Gobbo. Una vittoria e due sconfitte, prima che venga chiusa anche questa parentesi.
- Francesco Guidolin III (Maggio 2007 - Giugno 2007) - Ri-ritorna Guidolin, mancano due partite: le vince tutte e due, finisce al 5° posto e centra la coppa Uefa.
- Stefano Colantuono (Luglio 2007 - Novembre 2007) - Si comincia male, il Mlada Boleslav elimina il Palermo dalla Coppa Uefa, ma non arriva l'esonero, anche perché la squadra arriva fino al 6° posto, ma la sconfitta per 5-0 contro la Juve segna la fine della sua avventura.
- Francesco Guidolin IV (Novembre 2007 - Marzo 2008) - Prova a dare una scossa positiva ma quando poi il Genoa vince 3-4 in casa dei siciliani, si decide per il suo quarto allontanamento.
- Stefano Colantuono (Marzo 2008 - Settembre 2008) - Qualche bel risultato, tanto da convincere Zamparini a partire con lui anche la stagione successiva, ma è una fiducia a tempo: con la sconfitta nella prima giornata di campionato finisce la sua seconda esperienza siciliana.
- Davide Ballardini (Settembre 2008 - Giugno 2009) - Un bel calcio, ma anche una sconfitta nel derby per 0-4.
- Walter Zenga (Luglio 2009 - Novembre 2009) - Dopo una buona stagione al Catania, prova a ripetersi in Sicilia; qualche dichiarazione roboante ("il mio obiettivo è quello massimo, io punto allo scudetto") ma poco altro.
- Delio Rossi (Novembre 2009 - Febbraio 2011) - I preliminari di Champions League sfiorati nel 2009-10, il punto più alto della sua gestione. Lo 0-7 subìto contro l'Udinese la partita che segna il suo destino.
- Serse Cosmi (Marzo 2011 - Aprile 2011) - Breve parentesi con scarsi risultati, i tifosi invocano il ritorno di Rossi e saranno accontentati.
- Delio Rossi II (Aprile 2011 - Maggio 2011) - Ritorna per guidare la squadra nella finale di Coppa Italia, persa contro l'Inter nonostante i 40mila tifosi palermitani che invadono Roma.
- Stefano Pioli (Giugno 2011 - Agosto 2011) - Cacciato prima dell'inizio del campionato a causa dell'eliminazione nei preliminare di Europa League contro gli svizzeri del Thun. Pioli conquisterà due salvezze consecutive con il Bologna
- Devis Mangia (Settembre 2011 - Dicembre 2011) - Promosso dalla Primavera, coglie qualche buon risultato, ma risulta fatale la sconfitta nel derby col Catania. Attualmente è l'allenatore dell'Italia Under 21.
- Bortolo Mutti (Dicembre 2011 - Giugno 2012) - Sostituisce Mangia e traghetta la squadra fino a giugno per chiudere una stagione abbastanza anonima.
- Giuseppe Sannino (Giugno 2012 - Settembre 2012) - Debuttante in serie A dopo delle buone stagioni nelle categorie inferiori col Varese, dura solamente 3 giornate (2 sconfitte e un pareggio)
- Gian Piero Gasperini (Settembre 2012 - Febbraio 2013) - Sei mesi incolori, senza riuscire a lasciare un segno nonostante i tanti acquisti effettuati durante il mercato invernale.
- Alberto Malesani (Febbraio 2013) - Come Sannino, si siede in panchina solo tre volte, tre pareggi ma contro dirette concorrenti per la lotta salvezza.
- Gian Piero Gasperini II (Febbraio 2013 - Marzo 2013) - Due partite e dopo la sconfitta interna contro il Siena, rescinde di sua volontà il contratto con la società rosanero...
- Giuseppe Sannino (Marzo 2013 - Maggio 2013 ) - Tenta il miracolo di raggiungere la salvezza e per poco non ci riesce, ma (complice anche un calendario molto difficile) con due giornate di anticipo il Palermo retrocede in serie B.
Avanti il prossimo...Zampa, però stavolta scegli bene le parole per l'esonero...
domenica 2 giugno 2013
venerdì 31 maggio 2013
Tutti gli uomini del Presidente - 1
Diciamolo: è diventato un bersaglio facile. Maurizio Zamparini, bene che vada, viene dipinto come un matto che licenzia tutti gli allenatori che lui stesso assume pochi mesi prima. Molti però si dimenticano del fatto che ha investito centinaia di milioni nel calcio, era l'unico presidente italiano che trattava con l'Independiente per acquistare Aguero (poi comprato dall'Atletico Madrid per 16,5 milioni), e ha portato a Palermo campioni che in passato non si erano mai visti: Toni, Cavani, Pastore...Barzagli e Grosso titolari ai Mondiali 2006 (all'epoca giocavano al Palermo), e poi Miccoli, Ilicic e tanti altri. Nonostante la retrocessione di quest'anno è l'unico che non ha fatto drammi e che ha promesso di riportare la squadra in serie A. Avrà anche i suoi difetti ma spesso i suoi meriti non sono mai menzionati...
Ma come è partita la storia di "Zampa" nel capoluogo siciliano? Zamparini era il presidente del Venezia,
appena retrocesso in serie B, dopo che tre degli ultimi quattro anni i lagunari li avevano passati nella massima serie, togliendosi anche qualche bella soddisfazione (10° posto nel 1998-99). Un po' per la mancata costruzione di un nuovo stadio, un po' per gli elevati costi di una rosa numerosa, Zamparini cerca di acquistare un altro club. Ci furono trattative molto avanzate col Genoa ma non andarono in porto, e alla fine raggiunse l'accordo con Franco Sensi (allora presidente del Palermo). Ecco quindi che da Pergine Valsugana, località del ritiro della squadra veneta, arriva un pullman che parte in direzione Longarone (sede del ritiro del Palermo) sul quale si imbarcano 12 giocatori 12: Rossi, Conteh, Modesto, Bilica, Lai, Morrone, Santana, Marasco, Soligo, Ongfiang, Di Napoli, Maniero (raggiunti pochi giorni dopo da Budan e Ciullo), una squadra intera, e il travaso è compiuto!
Bellotto, allenatore del Venezia, rimane e guida la squadra ad una comoda salvezza, con una squadra più che dignitosa: Calori, Adani, Gargo, Amerini, Firmani, Poggi, Fantini e anche un giovane Mancini in prestito dalla Roma, alla prima esperienza in Italia; l'ambizioso Palermo invece, non riuscirà ad essere promosso in serie A (anche a causa di una sconfitta subita in casa proprio contro un Venezia piuttosto avvelenato, 0-2 il risultato, gol di Brncic e Poggi).
Ma come è partita la storia di "Zampa" nel capoluogo siciliano? Zamparini era il presidente del Venezia,
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| Pippo Maniero |
Bellotto, allenatore del Venezia, rimane e guida la squadra ad una comoda salvezza, con una squadra più che dignitosa: Calori, Adani, Gargo, Amerini, Firmani, Poggi, Fantini e anche un giovane Mancini in prestito dalla Roma, alla prima esperienza in Italia; l'ambizioso Palermo invece, non riuscirà ad essere promosso in serie A (anche a causa di una sconfitta subita in casa proprio contro un Venezia piuttosto avvelenato, 0-2 il risultato, gol di Brncic e Poggi).
(1-continua)
lunedì 27 maggio 2013
Sic transit gloria Strama
"Il presidente e i tifosi rivedono Mourinho. E in serie A ha il 70% di vittorie: meglio dei grandi miti". Secondo me una bella frase da scrivere sulla lapide. Forza Strama, in fondo anche noi dobbiamo fare i conti con certa carta stampata. Ti sono vicino.
Bello comunque godere della stima del tuo presidente, soprattutto se il 15 maggio (9 giorni fa) pensa solo a te e gli altri non gli interessano...
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| Infatti... |
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| Una dichiarazione d'amore convinta. Per il momento. |
domenica 26 maggio 2013
La maledizione di Béla Guttman
A Lisbona questa storia staranno cominciando a prenderla maledettamente sul serio questa faccenda. 7 finali perse, record per le squadre europee: 5 finali di Champions League e 2 di Coppa Uefa / Europa League!
"Da qui a cento anni nessuna squadra portoghese sarà due volte campione d'Europa e il Benfica senza di me non vincerà mai una Coppa dei Campioni", queste le ormai famose parole di Guttmann al momento di lasciare la panchina della squadra portoghese nel 1962 a causa di un mancato riconoscimento economico dopo la conquista della Coppa. Previsione in parte sbagliata, perché il Porto ha vinto due Coppe dei Campioni (1987 e 2004) e due Coppe Uefa (2003 e 2011), segno che (ovviamente) le parole di Guttmann erano più una reazione rabbiosa piuttosto che una maledizione. Comunque è vero che il Benfica non ha ancora vinto la Coppa Campioni da quando l'allenatore lasciò la squadra. E questo comincia ad essere preoccupante. Ecco l'elenco delle finali perse:
1963 - Coppa dei Campioni, 1-2 contro il Milan.
1965 - Coppa dei Campioni, 0-1 contro l'Inter.
1968 - Coppa dei Campioni, 1-4 contro il Manchester United.
1983 - Coppa Uefa, 1-2 contro l'Anderlecht.
1988 - Coppa dei Campioni, 5-6 ai rigori contro il PSV
1990 - Coppa dei Campioni, 0-1 contro il Milan.
2013 - Europa League, 1-2 contro il Chelsea.
Update: bisogna aggiungere all'elenco anche l'ultima finale di Europa League. Quindi...
2014 - Europa League, 2-4 ai rigori contro il Siviglia
Prima della finale del 1990, il grande Eusebio, giocatore che ha fatto vincere al Benfica la sua ultima Coppa Campioni nel 1962, è andato a Vienna a pregare sulla tomba di Guttman, sperando in una revoca della maledizione. Senza risultato.
Tentare di ricostruire la carriera di Guttman è semplicemente impossibile, o almeno ci vorrebbero due o tre post per parlarne dettagliatamente. Cercando di essere molto sintetici:
"Da qui a cento anni nessuna squadra portoghese sarà due volte campione d'Europa e il Benfica senza di me non vincerà mai una Coppa dei Campioni", queste le ormai famose parole di Guttmann al momento di lasciare la panchina della squadra portoghese nel 1962 a causa di un mancato riconoscimento economico dopo la conquista della Coppa. Previsione in parte sbagliata, perché il Porto ha vinto due Coppe dei Campioni (1987 e 2004) e due Coppe Uefa (2003 e 2011), segno che (ovviamente) le parole di Guttmann erano più una reazione rabbiosa piuttosto che una maledizione. Comunque è vero che il Benfica non ha ancora vinto la Coppa Campioni da quando l'allenatore lasciò la squadra. E questo comincia ad essere preoccupante. Ecco l'elenco delle finali perse:
1963 - Coppa dei Campioni, 1-2 contro il Milan.
1965 - Coppa dei Campioni, 0-1 contro l'Inter.
1968 - Coppa dei Campioni, 1-4 contro il Manchester United.
1983 - Coppa Uefa, 1-2 contro l'Anderlecht.
1988 - Coppa dei Campioni, 5-6 ai rigori contro il PSV
1990 - Coppa dei Campioni, 0-1 contro il Milan.
2013 - Europa League, 1-2 contro il Chelsea.
Update: bisogna aggiungere all'elenco anche l'ultima finale di Europa League. Quindi...
2014 - Europa League, 2-4 ai rigori contro il Siviglia
Prima della finale del 1990, il grande Eusebio, giocatore che ha fatto vincere al Benfica la sua ultima Coppa Campioni nel 1962, è andato a Vienna a pregare sulla tomba di Guttman, sperando in una revoca della maledizione. Senza risultato.
Tentare di ricostruire la carriera di Guttman è semplicemente impossibile, o almeno ci vorrebbero due o tre post per parlarne dettagliatamente. Cercando di essere molto sintetici:
- Nato in Ungheria nel fine '800 (1899), di origini ebraiche, una laurea in psicologia.
- Ha giocato negli Stati Uniti negli anni '20, e nel 1929 fu travolto come tanti dalla crisi di Wall Street (da quella brutta esperienza il suo attaccamento al denaro che gli tornerà buono per gli anni da allenatore).
- Non si hanno notizie di lui durante il periodo dell'Olocausto e quando Hitler invase l'Austria lui allenava una squadra giudaica di Vienna, l'Hakoah; quando gli chiedevano come aveva passato quegli anni difficili, rispondeva che "Dio gli aveva dato una mano"...
- 22 squadre allenate! Tra queste la mitica Honved, la Nazionale Austriaca come supervisore, in Italia ha allenato Padova, Triestina e Milan, l'APOEL Nicosia a Cipro, il Quilmes (seconda divisione argentina!), il San Paolo in Brasile, il Penarol in Uruguay, il Servette in Svizzera, il Panathinaikos in Grecia.
- Quando venne licenziato dal Milan (nonostante la squadra fosse al primo posto) se ne andò dicendo: "Mi cacciano anche se non sono né un criminale né un omosessuale, addio"...
- Col Benfica ha vinto due Coppe dei Campioni (1961 e 1962), prima squadra ad interrompere il dominio del Real Madrid che aveva vinto tutte le cinque precedenti manifestazioni.
- Il 4-2-4, entrato nell'immaginario collettivo come modulo adottato dalla nazionale brasiliana, l'ha inventato lui! Lo inventò col San Paolo nel 1957 (e vinse il campionato), il Brasile lo rese famoso ai Mondiali 1958.
- Ha allenato e lanciato nel grande calcio gente come Puskas, Maschio, Cesare Maldini (acquistato dalla Triestina e schierato titolare nel Milan), Eusebio (che gli venne segnalato dal suo ex calciatore Carlos Bauer mentre Guttmann era dal barbiere).
- Con Puskas ebbe un diverbio mentre allenava l'Honved; durante l'intervallo disse ad un giocatore di restare negli spogliatoi, insoddisfatto di come giocava, ma Puskas disse al compagno che poteva continuare a giocare anche nel secondo tempo. Guttmann si arrabbiò, durante il secondo tempo salì in tribuna a leggere un giornale, a fine partita prese il tram e se ne andò. Tornò all'Honved qualche anno dopo, proprio quando i carri armati dell'URSS invadevano Budapest...la squadra decise di rimanere fuori dalla "cortina di ferro".
- Quando allenava il Porto nel 1958-59 vinse il campionato grazie alla differenza reti contro il Benfica...squadra che allenerà l'anno successivo e con la quale aveva raggiunto l'accordo nelle ultime giornate del campionato. Per motivare il suo addio, disse che il clima umido di Oporto era dannoso per la sua salute...
- Nonostante la "maledizione" lanciata al suo Benfica, tornerà ad allenarlo nel 1965-66, ma l'eliminazione nei quarti di Coppa Campioni contro il Manchester United pose fine al. Prima della gara di ritorno (persa 1-5), per cercare di motivare la sua squadra, fece trapelare le voci secondo le quali la sua squadra era troppo vecchia e appagata per vincere; erano voci per cercare di mettere pressione agli inglesi e per motivare la squadra, ma furono male interpretate proprio dai suoi giocatori; il giochetto non riuscì e la sua squadra venne travolta.
- Tornò anche al Porto, ma durante una partita di campionato della stagione 73-74, un centrocampista della sua squadra - Pavao - morì sul campo senza che siano mai state stabilite chiaramente le cause della morte. Il sospetto inconfessabile era l'uso di doping come causa del decesso, anche perché circolavano strane voci anche quando allenava il Benfica. Ovviamente dopo questo tragico episodio si conclude la sua carriera. Morirà nel 1981.
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| I cronisti prendono appunti, parla Guttmann |
mercoledì 22 maggio 2013
La vendetta dell'Atletico Madrid
14 anni. Tanto hanno dovuto aspettare i tifosi dell'Atletico Madrid prima di poter tornare a festeggiare la vittoria della loro squadra nel derby contro gli odiati cugini del Real. 25 partite, 6 pareggi e 19 sconfitte, un'eternità per una tifoseria esigente e costretta al confronto annuale contro la rivale cittadina più ricca e blasonata. Fino a ieri sera, finale di Copa del Rey, quando l'Atletico batte in rimonta il Real per 2-1. Ma vediamo il penultimo derby vinto dall'Atletico nel lontano 1999, prima che cominciasse quella lunghissima striscia perdente...
30-10-1999 - Santiago Bernabeu
Real Madrid - Atletico Madrid 1-3 (Morientes 8' - Hasselbaink 12' e 38', Jose Mari 30')
Real Madrid: Bizarri - Salgado, Campo, Julio César, Roberto Carlos - Seedorf, Helguera (Eto'o 69'), Redondo (Karembeu 61'), Guti (Casillas 50') - Raúl, Morientes. All. Toshak.
Atletico Madrid: Molina - Gaspar, Gamarra, Chamot, Capdevila - Aguilera (Valerón 63'), Bejbl, Baraja, Solari - Hasselbaink (Paunovic 89'), Jose Mari (Correa 79'). All. Ranieri.
Tutte e due le squadre giocano con un 4-4-2 con terzini propositivi (e Capdevila 15 anni fa sembrava persino veloce!). Per il Real in porta l'argentino Bizarri, ancora per poco perché in poche giornate il 18enne Iker Casillas (subentrato al 50' a causa dell'espulsione di Bizarri) diventerà titolare fisso, mentre Samuel Eto'o (coetaneo di Casillas) colleziona in quella partita una delle due (!) presenze stagionali con i "blancos", prima di passare al Mallorca dove esploderà fragorosamente...L'allenatore gallese John Toshak invece, allenerà un'altra partita prima di essere licenziato: al suo posto Vicente Del Bosque che a fine stagione conquisterà la Champions League!
L'Atletico Madrid vince il derby, rimontando lo svantaggio iniziale di Morientes e giocato in trasferta al Santiago Bernabeu, segnano Hasselbaink e Jose Mari con due contropiedi velocissimi nati da palle perse da Guti e Redondo, e l'olandese segna il secondo gol con un bellissimo tiro da fuori area. Nonostante il momento di esaltazione dato dalla vittoria, la stagione dei biancorossi sarà tutt'altro che trionfale, tanto da concludersi con un'amarissima retrocessione! Peggior piazzamento nella storia (19esimo posto) e seconda retrocessione (la prima retrocessione nella stagione 1929-30, quando l'Atletico era arrivato al decimo posto...però c'erano solo 10 squadre!).
Claudio Ranieri rimane alla guida della squadra per 26 partite prima di venire esonerato con la squadra al
17esimo posto, quindi virtualmente ancora salva ma in evidente caduta libera. Al suo posto Radomir Antic, che non riesce a salvare la squadra che solo 4 anni prima aveva guidato alla vittoria di Liga e Copa del Rey. Antic per il quinto anno di fila siede sulla panchina dei biancorossi, nelle ultime due stagioni subentra a stagione in corso e, curiosamente in quelle due stagioni la squadra era stata inizialmente affidata ad un allenatore italiano: prima di Ranieri nella stagione 1998-99 era stato ingaggiato Arrigo Sacchi con un contratto faraonico, ma dopo una serie di risultati deludenti per la prima volta nella sua carriera si dimise pronunciando le famosi parole "Lascio per sempre il calcio e non farò più l'allenatore, sono sfinito" (in realtà ci riproverà per un brevissimo periodo nel 2001 al Parma ma tornerà in fretta sui suoi passi); Antic nonostante sia invocato dai tifosi e benvoluto dalla squadra, non ha un gran rapporto (eufemismo) con la famiglia Gil, il presidente Jesus e il figlio-direttore generale Manuel Angel (che lo avevano allontanato dopo 3 anni più che buoni), che infatti decidono di cacciarlo alla penultima giornata a retrocessione già avvenuta con l'allenatore dell'Atletico Madrid B, Fernando Zambrano.
L'Atletico retrocede nonostante una squadra più che dignitosa: tra tutti Jimmy Floyd Hasselbaink, vincitore della classifica marcatori inglese l'anno prima a pari merito con Michael Owen e Dwight Yorke e che realizza 24 gol nella sua unica stagione in Spagna che non bastano né a salvare la squadra, né a vincere il titolo di Pichichi vinto da Salva del Racing Santander con 27 gol (Salva che l'anno successivo giocherà con l'Atletico Madrid in seconda divisione, realizzando 21 gol che però non basteranno per centrare la promozione).
Nella rosa dell'Atletico ci sono anche due giovani promettenti come Santiago Solari (l'anno dopo acquistato dal Real, all'Inter dal 2005 al 2008) e Juan Carlos Valeron, futura gloria del Deportivo la Coruna, oltre ad onesti mestieranti come Baraja, Bejbl, Chamot e Gamarra. L'Atletico oltre ad Hasselbaink, ha avuto pochissimo dagli attaccanti: 0 gol di Kiko e 2 gol di José Mari un giocatore ancora ricordato con notevole fastidio dai tifosi del Milan durante la sua parentesi in Italia.
30-10-1999 - Santiago Bernabeu
Real Madrid - Atletico Madrid 1-3 (Morientes 8' - Hasselbaink 12' e 38', Jose Mari 30')
Real Madrid: Bizarri - Salgado, Campo, Julio César, Roberto Carlos - Seedorf, Helguera (Eto'o 69'), Redondo (Karembeu 61'), Guti (Casillas 50') - Raúl, Morientes. All. Toshak.
Atletico Madrid: Molina - Gaspar, Gamarra, Chamot, Capdevila - Aguilera (Valerón 63'), Bejbl, Baraja, Solari - Hasselbaink (Paunovic 89'), Jose Mari (Correa 79'). All. Ranieri.
Tutte e due le squadre giocano con un 4-4-2 con terzini propositivi (e Capdevila 15 anni fa sembrava persino veloce!). Per il Real in porta l'argentino Bizarri, ancora per poco perché in poche giornate il 18enne Iker Casillas (subentrato al 50' a causa dell'espulsione di Bizarri) diventerà titolare fisso, mentre Samuel Eto'o (coetaneo di Casillas) colleziona in quella partita una delle due (!) presenze stagionali con i "blancos", prima di passare al Mallorca dove esploderà fragorosamente...L'allenatore gallese John Toshak invece, allenerà un'altra partita prima di essere licenziato: al suo posto Vicente Del Bosque che a fine stagione conquisterà la Champions League!
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| John Toshack |
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| Radomir Antic |
Claudio Ranieri rimane alla guida della squadra per 26 partite prima di venire esonerato con la squadra al
17esimo posto, quindi virtualmente ancora salva ma in evidente caduta libera. Al suo posto Radomir Antic, che non riesce a salvare la squadra che solo 4 anni prima aveva guidato alla vittoria di Liga e Copa del Rey. Antic per il quinto anno di fila siede sulla panchina dei biancorossi, nelle ultime due stagioni subentra a stagione in corso e, curiosamente in quelle due stagioni la squadra era stata inizialmente affidata ad un allenatore italiano: prima di Ranieri nella stagione 1998-99 era stato ingaggiato Arrigo Sacchi con un contratto faraonico, ma dopo una serie di risultati deludenti per la prima volta nella sua carriera si dimise pronunciando le famosi parole "Lascio per sempre il calcio e non farò più l'allenatore, sono sfinito" (in realtà ci riproverà per un brevissimo periodo nel 2001 al Parma ma tornerà in fretta sui suoi passi); Antic nonostante sia invocato dai tifosi e benvoluto dalla squadra, non ha un gran rapporto (eufemismo) con la famiglia Gil, il presidente Jesus e il figlio-direttore generale Manuel Angel (che lo avevano allontanato dopo 3 anni più che buoni), che infatti decidono di cacciarlo alla penultima giornata a retrocessione già avvenuta con l'allenatore dell'Atletico Madrid B, Fernando Zambrano.
L'Atletico retrocede nonostante una squadra più che dignitosa: tra tutti Jimmy Floyd Hasselbaink, vincitore della classifica marcatori inglese l'anno prima a pari merito con Michael Owen e Dwight Yorke e che realizza 24 gol nella sua unica stagione in Spagna che non bastano né a salvare la squadra, né a vincere il titolo di Pichichi vinto da Salva del Racing Santander con 27 gol (Salva che l'anno successivo giocherà con l'Atletico Madrid in seconda divisione, realizzando 21 gol che però non basteranno per centrare la promozione).
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| Jimmy Floyd Hasselbaink |
martedì 21 maggio 2013
La foto della settimana - Beckham e Ferguson
Prima di diventare un fotomodello, David Beckham è stato comunque un buon calciatore. Qui mentre firma un contratto con Sir Alex Ferguson. (da notare i telefoni e le tv, che dimostrano i tanti anni dallo scatto di questa foto, di cui purtroppo non conosco l'anno esatto)
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