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domenica 22 gennaio 2017

Il bivio - David Chiumento

A dar retta ai giornali, ogni anno si dovrebbe ammirare l'erede di Maradona, Platini, Van Basten ecc. Ovviamente non è così perché campioni del genere nascono una volta ogni tanto. Ma è facile ingannarsi vedendo delle ottime prestazioni di giovani campioni in erba.

Nel caso di David Chiumento, il futuro sembrava già scritto: dopo Alex Del Piero, la casacca numero 10 della Juventus sarebbe toccata a lui. Classe 1984, nato in Svizzera e cresciuto nel canton Appenzello, entra a far parte delle giovanili bianconere e subito si mette in mostra. Cominciano i primi paragoni con Del Piero, anche perché il giovane svizzero marchia a fuoco due edizioni della coppa Carnevale: nel 2002 segna la rete decisiva al 90' contro lo Slavia Praga; nel 2003 l'Empoli fa sudare freddo i bianconeri: la partita finisce 3-3, le regole prevedono il "replay" della partita e la Juve si impone nettamente per 3-0. Chiumento segna in tutte e due le partite e lascia un segno indelebile sul torneo, venendo nominato anche miglior giocatore della competizione.

Nella primavera juventina, insieme a Chiumento c'erano giocatori come Antonio Mirante che dopo una lunga gavetta si è affermato come uno dei portieri più affidabili del campionato, Raffaele Palladino, grande talento ma mai del tutto espresso. In seguito hanno trovato anche spazio in serie A Andrea Luci (al Livorno) e Abdoulay Konko (che dopo tre anni al Siviglia è tornato in Italia prima al Genoa e poi alla Lazio). In difesa giocava anche Andrea Masiello, che qualche anno dopo è entrato nel vortice del calcio-scommesse come uno dei protagonisti principali (in negativo ovviamente...memorabile il suo autogol nel derby contro il Lecce)


Ma torniamo al nostro Chiumento. Dopo la seconda vittoria nel torneo di Viareggio, arriva il premio con l'esordio in serie A. Marcello Lippi lo fa debuttare cinque giorni dopo il successo contro l'Empoli entrando proprio al posto di Del Piero: mezz'ora di gioco contro l'Ancona e una carriera che sembra in ascesa.
L'anno dopo arriva l'inevitabile prestito vista l'impossibilità di trovare spazio a Torino: si pensa che nella "filiale" di Siena, Davide possa farsi le ossa ed esplotere ma in realtà è solo l'inizio del declino, visto che in Toscana raccoglie solo 14 presenze ed una rete; forse è troppo morbido per una squadra che deve lottare in tutti i modi per evitare la retrocessione nel duro campionato italiano. Con Fabio Capello alla guida della squadra, non c'è posto per il giocatore che ancora non ha trovato un ruolo fisso e allora ecco il prestito in Francia al Le Mans; continua a non convincere (18 presenze e un gol) e soprattutto perde l'occasione di guadagnarsi un posto nella Juventus retrocessa in serie B dopo calciopoli. In quella squadra trovano spazio alcuni giocatori che come Chiumento hanno fatto la trafila delle giovanili: Claudio Marchisio, Paolo De Ceglie, Matteo Paro e Palladino. Chiumento non ha questa possibilità e allora arriva ancora il prestito allo Young Boys in patria.

Chiumento durante l'esperienza in America a Vancouver
Con la sua nazionale ha un rapporto controverso: ha disputato nel 2004 gli Europei Under 21, ma ha sempre aspettato di ricevere una chiamata dalla nazionale italiana, il doppio passaporto svizzero e italiano lascia aperta questa speranza. Ma la chiamata che non è mai arrivata e con opportunismo ha in seguito accettato di giocare con la nazionale elvetica: la prima (e unica) convocazione è avvenuta in occasione dell'amichevole contro l'Uruguay il 3 marzo 2010.

Dalla stagione 2007-08 gioca (bene) nel Lucerna fino al 2010, quando si guadagna un buon contratto in America per i Vancouver Whitecaps. Resta due anni fino a quando decide di tornare in Svizzera nel Zurigo, dove gioca tuttora.

Tecnica sopraffina, dribbling ubriacante e pericolosissimo nei calci di punizione. Rimane il rammarico per non averlo mai visto impiegato con costanza in serie A (solo 15 presenze totali), forse il fisco leggero e un carattere non di ferro non lo hanno agevolato. Ma da quello che era considerato l'erede di Del Piero ci si aspettava di più...

lunedì 4 maggio 2015

AMARCORD - Real e Juve, tutti i precedenti

Puntata precedente: gli ex giocatori di Real e Juve

Dopo aver esaminato i giocatori che sono passati tra Real e Juventus, vediamo i precedenti tra i due club. 16 partite, 8 vittorie per il Real, 1 pareggio e 7 vittorie per i bianconeri. Curiosamente sono di meno i gol segnati dai Blancos (16) rispetto a quelli della Juve (18). Il primo confronto risale al lontano 1962 in occasione di un quarto di finale; il primo confronto si gioca a Torino, ma è subito vittoria Madrid grazie alla "Saeta rubia" Alfredo Di Stefano, al ritorno la Juve pareggia i conti grazie ad Omar Sivori. A quei tempi non esistevano i tempi supplementari, quindi la settimana dopo si gioca la partita di spareggio, ma la vittoria del Real è netta (1-3). Prime tre partite e tre vittorie fuori casa!

Prima dell'incontro successivo passano 24 anni quando le due squadre si ritrovano per un incontro di secondo turno. Le reti di Butragueno e di Cabrini danno le vittorie, ma ai rigori passano gli spagnoli.
Nel 1996 i bianconeri riescono nell'impresa di ribaltare la sconfitta dell'andata (1-0 gol di Raul), il Delle Alpi è una bolgia grazie ad Alex Del Piero (su calcio di punizione che passa beffardo in mezzo alla barriera) e a un preciso diagonale di Michele Padovano. Per la Juventus a fine stagione arriverà la vittoria della seconda coppa Campioni della sua storia!
La vittoria più importante è quella messa a segno dal Real nella finale del 1998. All'Amsterdam Arena i madrileni vincono per la settima volta la coppa dalle grandi orecchie grazie ad un gol di Predrag Mijatovic: l'attaccante serbo è rapidissimo a sfruttare uno sfortunato rimpallo generato da un violento tiro di Roberto Carlos. Mijatovic però parte da una posizione di fuorigioco, anche se in campo quasi nessuno se ne accorge; partita brutta, in particolare deludono i due campioni più attesi, Del Piero e Raul autori di prestazioni davvero anonime.

Mijatovic realizza il gol decisivo
Indimenticabile per la Juventus il ricordo delle semifinali 2003: il 2-1 dell'andata regalava ancora qualche possibilità, merito soprattutto del gol segnato da David Trezeguet a fine primo tempo; ma per passare il turno serviva una prestazione epica: Pavel Nedved è onnipotente, fa di tutto in campo e segna anche la terza rete che fissa il risultato su un impietoso 3-0 (troppo tardiva la rete dell'ex, Zinedine Zidane); ma un ingenuo fallo a centrocampo gli costa l'ammonizione e quindi la squalifica per la finale italiana col Milan: probabilmente la Juve ha perso in quel momento la finale...

Nel 2005 la Juventus di Capello estromette il Real agli ottavi. Per i bianconeri è la quarta vittoria di fila negli scontri ad eliminazione diretta (esclusa la finale del 1998); in pratica dopo gli scontri del '62 e dell'86, il Real è sempre stato eliminato dal club italiano...
Gli ultimi 4 incontri si sono verificati tutti durante i gironi preliminari. Nel 2008 a sorpresa due vittorie su due per la Juventus reduce dalla retrocessione di due anni prima in seguito a Calciopoli, da ricordare soprattutto la vittoria al Bernabeu del 25 novembre: doppietta di Del Piero e standing ovation del pubblico madrileno, un momento davvero da brividi.

Del Piero esce dal campo e il Santiago Bernabeu è in piedi ad applaudirlo
Le ultime due partite risalgono al 2013: vittoria per il Real al Bernabeu e pareggio (unico in sedici precedenti) allo Juventus Stadium.

martedì 24 febbraio 2015

Come nacquero i "gol alla Del Piero"

Lancio lungo sulla fascia. La prende Del Piero, il giovane ragazzo padovano che da qualche tempo gioca con ottimi risultati in prima squadra. Controlla il pallone e cerca di rientrare verso il centro dell'area. Lo prende in consegna Jurgen Kohler (tra l'altro ex Juve). Si sposta la palla col destro per fintare di andare di nuovo verso l'esterno, ma è appunto una finta. Rapido tocco di sinistro per trovare lo spazio necessario per la giocata; eccolo lo spazio: il tiro a giro d'esterno è imprendibile per qualsiasi portiere al mondo, che in queste circostanze coprono il primo palo mezzo metro in avanti dalla linea di porta.
Una condanna a morte per le squadre avversarie.
E' nato il gol alla Del Piero, un gol già visto nel campionato italiano, ma che necessitava della consacrazione europea nella Champions League.
Ah, due settimane dopo, altro gol identico alla Steaua Bucarest, il controllo su lancio di Ciro Ferrara è qualcosa di sublime.
Ah, tre settimane dopo il gol ai rumeni, gol su punizione ai Rangers, con una parabola che neanche Gesù Cristo...

Stasera si affronteranno di nuovo Juventus e Borussia Dortmund. Ma in campo, un'altro che fa le cose che faceva il 10 bianconero non c'è.


Il momento prima del tiro