Visualizzazione post con etichetta Arrigo Sacchi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Arrigo Sacchi. Mostra tutti i post

lunedì 18 novembre 2013

Italia-Nigeria 19 anni dopo

Il 5 Luglio del 1994 si giocano gli ottavi del Mondiale di calcio, ospitato dagli Stati Uniti. Fischio d'inizo fissato ad un orario disumano (per giocare a calcio), le 13! Comodo solo per gli spettatori europei e per le televisioni che trasmettono la partita, che così non perdono spettatori. Si gioca al Foxboro Stadium, Massachusetts, fino al 2002 casa dei Patriots di footbal americano prima del loro trasferimento al Gilette Stadium. Scendono in campo Italia e Nigeria, che prima di quel giorno non si erano mai incontrate.

L'inizio del Mondiale per l'Italia è stato a dir poco traumatizzante. Come si fa a perdere con l'Eire, vincere a fatica con la Norvegia e pareggiare squallidamente con il Messico e covare ambizioni di vittoria? mi chiedevo io, ad appena 8 anni. Bisogna pazientare mi dicevano quelli più saggi, l'Italia parte sempre male e poi cresce quando il torneo entra nel vivo. Ovviamente non mi avevano convinto, anche perché al momento dell'ingresso in campo delle squadre c'era di che preoccuparsi: erano grandi il doppio di noi, erano sicuramente più veloci. E noi come facciamo a vincere??? Poi c'era quel Baggio, col codino e l'orecchino, che tutti dicevano che era tanto bravo, ma era stato sostituito contro la Norvegia dopo l'espulsione di Pagliuca (perché togliere il migliore giocatore?) e non aveva ancora segnato un gol. Beata ingenuità giovanile...

Per l'Italia scendono in campo: Marchegiani (ancora al posto di Pagliuca), i terzini del Parma Mussi e Benarrivo, Maldini e Costacurta in mezzo; a centrocampo Albertini davanti alla difesa e Donadoni spostato un po' più avanti, sugli esterni Berti e Signori (ruolo per lui inedito), in attacco Baggio e Massaro. A dirigere la baracca, il profeta di Fusignano, fino ad allora poco profeta a dir la verità. Arbitra il messicano Arturo Brizio Carter. Tenetelo a mente questo messicano affogato da piccolo nella tequila come Obelix nella pozione magica di Panoramix.
Gianfranco Zola sconfortato dopo l'espulsione
L'Italia parte meglio, ma non concretizza. E al 26' prendiamo la pera: calcio d'angolo, cappella di Maldini e palla che finisce ad Amunike che dentro l'area piccola insacca senza problemi. E meno male che l'Italia doveva crescere superati i gironi eliminatori (ero già pessimista all'epoca!).
Sembrava davvero una partita maledetta: il messicano ci nega un rigore netto su Baggio, ma noi non riusciamo proprio a segnare (errori di Massaro e Maldini). Inizia il secondo tempo, entra Dino Baggio che prende un palo e poi fa sentire i tacchetti ai nigeriani che cominciano a fare il torello a metà ripresa; loro nel frattempo ci pestano in tutti i modi possibili. Entra Zola, un po' di vivacità in campo! Al 74' entra in area, cade ma si rialza subito, rincorre l'avversario che gli aveva rubato palla e con un entrata decisa ma sostanzialmente non fallosa si riprende il pallone...ma l'arbitro fischia e mostra un cartellino. Ammonizione per un fallo così? penso io. No, non è un cartellino giallo, il mangia tortillas aveva tirato fuori il cartellino rosso, la gara di Zola è durata 10 minuti. Incredibile (come l'espulsione evitata a Maldini per un fallo da ultimo uomo). Ok è finita. La voce di Pizzul sembra provenire dall'oltretomba. Questi continuano a fare possesso palla e noi corriamo dietro al pallone come dei forsennati. Ad un certo punto, mancano due minuti alla fine e non so bene come, vedo Mussi in area che vince un rimpallo; palla a Baggio, tiro all'angolo basso alla destra di Rufai, 1-1. Un miracolo. Pizzul è risorto come se avesse bevuto una damigiana di Merlot.



Cominciano i supplementari, ma come facciamo a vincere se abbiamo corso il triplo dei nigeriani (che sono sempre più veloci di noi)? E come facciamo se il nostro migliore difensore (Maldini) sembra un eroinomane che si fa scappare Yekini ad ogni azione? E' stato allora che ho capito che a calcio (per fortuna) non sempre vince il più forte fisicamente. E al 10' del primo tempo supplementare, palla a Baggio al limite dell'area di rigore, lob GENIALE che scavalca la difesa nigeriana in direzione di Benarrivo che avrà corso 30 km ma sembra ancora fresco ed Eguavoen non può far altro che atterrare il terzino del Parma. Rigore. Finalmente, caro Brizio! Guardo o non guardo? Guardo. Gol. Godo. Baggio fino alla fine della sua carriera è stato il mio incontrastato idolo calcistico.

Palo interno e gol, 2-1
Oh poi la partita non è mica finita, due minuti dopo il rigore Dino Baggio salva sulla linea di porta a Marchegiani battuto. Nel secondo tempo supplementare si fa male Mussi e chiudiamo in 9. Il divin Codino è magistrale e si conquista con astuzia punizioni che fanno rifiatare la squadra ormai stremata. 15 minuti che sembrano almeno il doppio. Alla fine non basta la classe di Jay-Jay Okocha e Sunday Oliseh, passa l'Italia ed è una liberazione...

Dopo 19 anni si ritrovano le due nazionali per il secondo incontro della loro storia che sarà sicuramente molto meno epico del primo match: una squallida amichevole giocata in un freddo lunedì di novembre, a Londra (almeno nella bellissima cornice del Craven Cottage, casa del Fulham)...stranezze del calcio moderno!

martedì 1 ottobre 2013

FRATELLI DI... - Marco Pecoraro Scanio

Tutti (non esageriamo...molti) conoscono Alfonso Pecoraro Scanio, ex leader dei Verdi ed ex Ministro delle Politiche agricole. Però non tutti sanno che suo fratello Marco per anni è stato il fratello famoso della famiglia.

Centrocampista cresciuto nelle giovanili dell'Inter (l'Inter non si fa mai scappare i grandi talenti...), debutta a
20 anni in serie A nel 1981-82 con l'Avellino. Viene mandato in prestito in C1 al Rimini dove incrocia...Arrigo Sacchi! Il profeta di Fusignano lo fa giocare tanto (29 presenze) e ottiene anche 3 gol. La stagione successiva ancora C1 stavolta con la Salernitana; le tre stagioni successive ritorna in Irpinia ma raccoglie poche presenze (15 in tutto), quindi scende di categoria e disputa due stagioni con Cagliari e Genoa. All'inizio della stagione 88-89 torna alla Salernitana in C1, e nel 1990 conquista la promozione in B. Ad ottobre del 1991 finisce all'Ancona e al termine di una bella stagione viene promosso in serie A, prima volta di sempre della squadra marchigiana in serie A. Promozione centrata al Dall'Ara di Bologna, davanti ad un incredibile folla di più di 10.000 tifosi che invasero la città, mostrando una passione incredibile nonostante la pioggia.

L'Ancona retrocede subito, ma nella stagione successiva (1993-94) riuscirà incredibilmente ad arrivare in finale di coppa Italia: dopo aver eliminato Giarre, Napoli, Avellino, Venezia e Torino, arrivano in finale contro la Sampdoria che all'epoca era una delle grandi del campionato, ma il formato della finale (andata e ritorno) concede poche possibilità ai biancorossi che riescono a pareggiare 0-0 in casa ma perdono 6-1 a Marassi (Gullit, doppietta di Lombardo, Vierchowod, Bertarelli ed Evani per la Samp, gol della bandiera di Lupo per l'Ancona).

Marco Pecoraro Scanio ad ottobre del 1994 si trasferisce al Lecce e a fine stagione annuncerà il suo ritiro dal calcio. E nel 2006 viene eletto Senatore.

mercoledì 22 maggio 2013

La vendetta dell'Atletico Madrid

14 anni. Tanto hanno dovuto aspettare i tifosi dell'Atletico Madrid prima di poter tornare a festeggiare la vittoria della loro squadra nel derby contro gli odiati cugini del Real. 25 partite, 6 pareggi e 19 sconfitte, un'eternità per una tifoseria esigente e costretta al confronto annuale contro la rivale cittadina più ricca e blasonata. Fino a ieri sera, finale di Copa del Rey, quando l'Atletico batte in rimonta il Real per 2-1. Ma vediamo il penultimo derby vinto dall'Atletico nel lontano 1999, prima che cominciasse quella lunghissima striscia perdente...

30-10-1999 - Santiago Bernabeu
Real Madrid - Atletico Madrid 1-3 (Morientes 8' - Hasselbaink 12' e 38', Jose Mari 30')
Real Madrid: Bizarri - Salgado, Campo, Julio César, Roberto Carlos - Seedorf, Helguera (Eto'o 69'), Redondo (Karembeu 61'), Guti (Casillas 50') - Raúl, Morientes. All. Toshak.
Atletico Madrid: Molina - Gaspar, Gamarra, Chamot, Capdevila - Aguilera (Valerón 63'), Bejbl, Baraja, Solari - Hasselbaink (Paunovic 89'), Jose Mari (Correa 79'). All. Ranieri.

Tutte e due le squadre giocano con un 4-4-2 con terzini propositivi (e Capdevila 15 anni fa sembrava persino veloce!). Per il Real in porta l'argentino Bizarri, ancora per poco perché in poche giornate il 18enne Iker Casillas (subentrato al 50' a causa dell'espulsione di Bizarri) diventerà titolare fisso, mentre Samuel Eto'o (coetaneo di Casillas) colleziona in quella partita una delle due (!) presenze stagionali con i "blancos", prima di passare al Mallorca dove esploderà fragorosamente...L'allenatore gallese John Toshak invece, allenerà un'altra partita prima di essere licenziato: al suo posto Vicente Del Bosque che a fine stagione conquisterà la Champions League!

John Toshack

Radomir Antic
L'Atletico Madrid vince il derby, rimontando lo svantaggio iniziale di Morientes e giocato in trasferta al Santiago Bernabeu, segnano Hasselbaink e Jose Mari con due contropiedi velocissimi nati da palle perse da Guti e Redondo, e l'olandese segna il secondo gol con un bellissimo tiro da fuori area. Nonostante il momento di esaltazione dato dalla vittoria, la stagione dei biancorossi sarà tutt'altro che trionfale, tanto da concludersi con un'amarissima retrocessione! Peggior piazzamento nella storia (19esimo posto) e seconda retrocessione (la prima retrocessione nella stagione 1929-30, quando l'Atletico era arrivato al decimo posto...però c'erano solo 10 squadre!).
Claudio Ranieri rimane alla guida della squadra per 26 partite prima di venire esonerato con la squadra al
17esimo posto, quindi virtualmente ancora salva ma in evidente caduta libera. Al suo posto Radomir Antic, che non riesce a salvare la squadra che solo 4 anni prima aveva guidato alla vittoria di Liga e Copa del Rey. Antic per il quinto anno di fila siede sulla panchina dei biancorossi, nelle ultime due stagioni subentra a stagione in corso e, curiosamente in quelle due stagioni la squadra era stata inizialmente affidata ad un allenatore italiano: prima di Ranieri nella stagione 1998-99 era stato ingaggiato Arrigo Sacchi con un contratto faraonico, ma dopo una serie di risultati deludenti per la prima volta nella sua carriera si dimise pronunciando le famosi parole "Lascio per sempre il calcio e non farò più l'allenatore, sono sfinito" (in realtà ci riproverà per un brevissimo periodo nel 2001 al Parma ma tornerà in fretta sui suoi passi); Antic nonostante sia invocato dai tifosi e benvoluto dalla squadra, non ha un gran rapporto (eufemismo) con la famiglia Gil, il presidente Jesus e il figlio-direttore generale Manuel Angel (che lo avevano allontanato dopo 3 anni più che buoni), che infatti decidono di cacciarlo alla penultima giornata a retrocessione già avvenuta con l'allenatore dell'Atletico Madrid B, Fernando Zambrano.

L'Atletico retrocede nonostante una squadra più che dignitosa: tra tutti Jimmy Floyd Hasselbaink, vincitore della classifica marcatori inglese l'anno prima a pari merito con Michael Owen e Dwight Yorke e che realizza 24 gol nella sua unica stagione in Spagna che non bastano né a salvare la squadra, né a vincere il titolo di Pichichi vinto da Salva del Racing Santander con 27 gol (Salva che l'anno successivo giocherà con l'Atletico Madrid in seconda divisione, realizzando 21 gol che però non basteranno per centrare la promozione).

Jimmy Floyd Hasselbaink
Nella rosa dell'Atletico ci sono anche due giovani promettenti come Santiago Solari (l'anno dopo acquistato dal Real, all'Inter dal 2005 al 2008) e Juan Carlos Valeron, futura gloria del Deportivo la Coruna, oltre ad onesti mestieranti come Baraja, Bejbl, Chamot e Gamarra. L'Atletico oltre ad Hasselbaink, ha avuto pochissimo dagli attaccanti: 0 gol di Kiko e 2 gol di José Mari un giocatore ancora ricordato con notevole fastidio dai tifosi del Milan durante la sua parentesi in Italia.